Lettura della Parola di Dio

Culto di domenica, 12 novembre 2017


Dal Vangelo secondo Giovanni, 4:1,30

4:1

Quando adunque il Signore ebbe saputo che i Farisei aveano udito, che Gesù faceva, e battezzava più discepoli che Giovanni

4:2

(quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli);

4:3

lasciò la Giudea, e se ne andò di nuovo in Galilea.

4:4

Or gli conveniva passare per il paese di Samaria.

4:5

Venne adunque ad una città del paese di Samaria, detta Sichar, che è presso della possessione, la quale Giacobbe diede a Giuseppe, suo figliuolo.

4:6

Or quivi era la fontana di Giacobbe. Gesù adunque, affaticato dal cammino, sedeva così in su la fontana; or era intorno alle sei ore.

4:7

Ed una donna di Samaria venne, per attinger dell'acqua. E Gesù le disse: Dammi da bere.

4:8

(Perciocché i suoi discepoli erano andati nella città, per comperar da mangiare.)

4:9

Laonde la donna Samaritana gli disse: Come, essendo Giudeo, domandi tu da bere a me, che son donna Samaritana? Poiché i Giudei non usano co' Samaritani.

4:10

Gesù rispose, e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio, e chi è colui che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva.

4:11

La donna gli disse: Signore, tu non hai pure alcun vaso da attingere, ed il pozzo è profondo: onde adunque hai quell'acqua viva?

4:12

Sei tu maggiore di Giacobbe, nostro padre, il qual ci diede questo pozzo, ed egli stesso ne bevve, e i suoi figliuoli, e il suo bestiame?

4:13

Gesù rispose, e le disse: Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancor sete;

4:14

ma, chi berrà dell'acqua ch'io gli darò, non avrà giammai in eterno sete; anzi, l'acqua ch'io gli darò diverrà in lui una fonte d'acqua saliente in vita eterna.

4:15

La donna gli disse: Signore, dammi cotest'acqua, acciocché io non abbia più sete, e non venga più qua ad attingerne.

4:16

Gesù le disse: Va', chiama il tuo marito, e vieni qua.

4:17

La donna rispose, e gli disse: Io non ho marito. Gesù le disse: Bene hai detto: Non ho marito.

4:18

Perciocché tu hai avuti cinque mariti, e quello che tu hai ora non è tuo marito; questo hai tu detto con verità.

4:19

La donna gli disse: Signore, io veggo che tu sei profeta.

4:20

I nostri padri hanno adorato in questo monte; e voi dite che in Gerusalemme è il luogo ove conviene adorare.

4:21

Gesù le disse: Donna, credimi che l'ora viene, che voi non adorerete il Padre né in questo monte, né in Gerusalemme.

4:22

Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che noi conosciamo; poiché la salute è dalla parte de' Giudei.

4:23

Ma l'ora viene, e già al presente è, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; perciocché anche il Padre domanda tali che l'adorino;

4:24

Iddio è Spirito; perciò, conviene che coloro che l'adorano, l'adorino in ispirito e verità.

4:25

La donna gli disse: Io so che il Messia, il quale è chiamato Cristo, ha da venire; quando egli sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa.

4:26

Gesù le disse: Io, che ti parlo, son desso.

4:27

E in su quello, i suoi discepoli vennero, e si maravigliarono ch'egli parlasse con una donna; ma pur niuno disse: Che domandi? o: Che ragioni con lei?

4:28

La donna adunque, lasciata la sua secchia, se ne andò alla città, e disse alla gente:

4:29

Venite, vedete un uomo che mi ha detto tutto ciò ch'io ho fatto; non è costui il Cristo?

4:30

Uscirono adunque della città, e vennero a lui.



Lettura dalla Bibbia versione “Diodati”


Spunti per la meditazione

Presso il pozzo del tuo cuore

Gesù affaticato, attraversa la Samaria e, nell’ora più calda del giorno, si siede presso il pozzo di Giacobbe. Egli ha sete.

L’episodio che Giovanni ci racconta nel Vangelo di oggi, spiritualmente è molto significativo. I dettagli di tempo e di luogo ed il colloquio con la donna samaritana, lungi dal colorare la scena, evidenziano il dono di Dio per il cuore dell’uomo (Rom. 6:23).

La Samaria, terra abitata da gente che non aveva relazioni con la restante parte del popolo d’Israele, è l’obiettivo di Gesù. Là Egli vedeva il nostro cuore arido e vuoto agonizzante per la mancanza di acqua viva.

La Sua fatica, per il viaggio attraverso quella regione ce ne ricorda una ben più grande: il prezzo da Lui pagato sulla croce per i nostri peccati. Tale scena ci trasporta, infatti, a quella su un altro monte alle porte di Gerusalemme, il Calvario, dove Gesù crocifisso e agonizzante ebbe ancora sete (Giov. 19:28).

Al pozzo di Sichar Egli chiese alla donna da bere e la invitò, così, a svuotare il cuore da un’acqua putrida e stagnante: la propria storia fatta di sotterfugi, pregiudizi, di toni di grigio, di mezze verità, una vita sempre uguale, sfigurata dal peccato e trascorsa tra affanni, sofferenze e delusioni. In cambio Lui, il Messia atteso e promesso, gli avrebbe dato dell’acqua viva ed ella non avrebbe avuto mai più sete (Giov. 4:14).

Al Calvario sulla croce, Gesù sentì ancora l’arsura della sete (Giov. 19:28) e del proprio corpo trafitto Egli ne fece sorgente di salvezza per tutti coloro che, riconoscendolo come il Cristo, il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo, gli avrebbero dato il loro cuore e così ricevere il perdono dei loro peccati.

Ecco perché Gesù doveva passare per la Samaria e fermarsi a quel pozzo! Anche oggi, Gesù siede presso quel pozzo… presso il tuo cuore chiedendoti da bere. Come gli rispondi?

Il Signore ci benedica!

Come il cervo agogna i rivi dell'acque, così l'anima mia agogna te, o Dio.(Sal. 42:1)




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